Riti e culti
Lo scopo è quello di perpetuare una complessa emozione, così intensa da legare in maniera indissolubile i vivi e i morti di uno stesso clan. Ha per oggetto la manutenzione delle tombe, ma soprattutto il culto che deve essere fatto nel tempio familiare alle tavolette delle quattro generazioni ascendenti: trisavolo e sua moglie, bisavolo e sua moglie, nonno e nonna, padre e madre. Via via, si interrano le tavolette delle più vecchie nel sottosuolo del tempio. Perché il culto possa essere degnamente celebrato si riserva, dal patrimonio del clan, una parte detta dell’incenso e del fuoco, in cui l’erede cultuale, naturale o istituito, ha l’usufrutto. Nel caso in cui delle persone corressero il rischio di morire senza bambini consanguinei o adottivi, esse potevano assicurarsi la celebrazione di un culto postumo con dei doni (generalmente delle risaie, dei terreni) a delle pagode buddiste, a dei templi comunali o a qualsiasi associazione. Non è solo la morte ma parimenti il rituale che apre il cammino alla vita futura (Layard). Poiché il solo rituale e non la morte può costituire il trasferimento di vita o di potenza di cui la morte ha bisogno. Grazie al rituale, il Viet Nam crede ai morti, come l’Occidente crede solamente alla Morte.
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I nostri clienti si esprimono
" Vogliamo congratularci con tutto lo staff di L'etoile Vietnam - che abbiamo incontrato al nostro arrivo ad Hanoi - per l'ottima organizzazione e per lo svolgimento del viaggio: gli hotel, i ristoranti ed i pasti, i minibus ed i loro autisti si sono rivelati, tutti, di ottimo livello... "
--- Massimo Rapino, dal 8 al 27 agosto 2009


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